I dati dicono cosa è successo. Non dove andare
Cercare un’analisi dei dati per il proprio marketing è una richiesta sensata, ma parte da un presupposto che quasi nessuno mette in discussione: che la risposta sia nei numeri.
I numeri raccontano cosa è già accaduto, e se quello che hai fatto finora non ha funzionato, costruire le prossime scelte sugli stessi dati ti riporta nella stessa direzione. Prima dei dati serve una direzione, cioè una strategia che stabilisce chi sei, a chi parli e cosa vendi davvero.
Quando la direzione è chiara i dati diventano utili: prima, sono solo lo specchio di un percorso che nessuno ha deciso
Ottimizzare ha senso
solo se sai cosa cerchi
Monitorare le metriche, sistemare i tracciamenti, leggere i resoconti: è tutto lavoro utile, ma è lavoro di esecuzione.
Ottimizzare una campagna significa renderla più efficiente nel raggiungere un obiettivo che qualcuno deve aver deciso prima. Senza quell’obiettivo, l’ottimizzazione diventa una rincorsa di numeri che migliorano sulla carta senza spostare nulla nel business.
Per questo non partiamo dai dati: partiamo dalla direzione, e solo dopo i dati hanno qualcosa da dirci

I numeri dopo la direzione
Le metriche di una campagna diventano leggibili solo quando esiste già una strategia che dice quali risultati contano davvero

Tracciare ciò che conta
Misurare tutto non serve. Serve misurare le poche cose che la direzione ha indicato come decisive

Decisioni, non resoconti
Un resoconto non cambia un business. Lo cambia la decisione strategica che quel resoconto aiuta a prendere, una volta fissata la rotta
Il problema non sono i dati inutilizzati
Si dice spesso che ogni giorno senza analisi dei dati è un’occasione persa. Ma la vera occasione persa è un’altra: investire in strumenti, campagne e tracciamenti senza aver mai deciso dove si vuole arrivare.
I dati inutilizzati non sono il problema. Il problema è non avere una direzione che dica quali dati guardare e perché
La chiave non è nei dati
I dati guidano le decisioni solo quando esiste già un quadro che dà loro un senso. Da soli, gli stessi numeri possono giustificare scelte opposte, a seconda di chi li legge e di cosa sta cercando.
Quello che fa la differenza non è avere più dati degli altri, è sapere quale domanda porre prima di guardarli. E quella domanda nasce dalla strategia, non dal cruscotto
Il metodo, prima dei numeri
Ogni lettura dei dati nasce da una strategia scritta, non da un cruscotto guardato a caso. È il Metodo Strategico Digitale™ a fissare la direzione: chi sei, a chi parli, cosa vendi davvero, dove vuoi arrivare. Solo quando questa cornice esiste i dati trovano un significato, perché sappiamo in anticipo quali rispondono alle domande che contano

GoogleTagManager
Permette di gestire i tracciamenti senza mettere mano al codice del sito, una volta deciso cosa vale la pena tracciare

Google Analytics
Mostra come si comportano le persone sul sito e dice se la direzione scelta sta funzionando

Looker Studio
Raccoglie i dati in un quadro leggibile, così le decisioni restano coerenti con la strategia di partenza
Domande Frequenti
Perché i dati dicono cosa è successo, non dove andare. Misurare e ottimizzare sono attività di esecuzione, e l’esecuzione ha senso solo se poggia su una direzione decisa prima. Senza una strategia che stabilisce chi sei e a chi parli, anche l’analisi più accurata si limita a migliorare numeri che non spostano il business. Per questo da noi i dati vengono dopo la strategia, mai prima
Dipende da cosa intendi per risultato. Un cruscotto più ordinato lo ottieni in fretta, ma un cruscotto ordinato non è una crescita. I risultati che contano arrivano quando le decisioni nascono da una direzione chiara, e questo non è un lavoro di settimane sui numeri: è una strategia che, una volta fissata, rende ogni euro speso una scelta sensata
Usiamo Google Tag Manager, Google Analytics e Looker Studio per raccogliere e visualizzare i dati. Ma lo strumento non è mai il punto di partenza: prima definiamo la direzione, poi gli strumenti servono a verificare se la stiamo seguendo. La tecnologia è la stessa che usano tutti, la differenza è la strategia che decide cosa guardare